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IL SIGNIFICATO DELLE PIETRE PREZIOSE: TRA STORIA E SUPERSTIZIONE (TERZA PARTE)

Il significato delle pietre preziose: tra storia e superstizione

INTRODUZIONE 

1. Le gemme nell'antichità

Le gemme, sin dall’antichità, sono espressione di un fascino che va oltre la loro bellezza e il loro valore economico. Le pietre preziose non sono solo meravigliose creazioni naturali ma, secondo antiche credenze popolari, ogni pietra avrebbe anche un proprio significato spirituale, e addirittura uno specifico potere soprannaturale. Conoscere il significato delle pietre preziose consente di eseguire un acquisito cosciente che porta con sé il messaggio di senso e di buon augurio.

In questo senso si fa notare che non è una mera coincidenza che le pietre preziose abbiano da sempre avuto una scena predominante nei salotti buoni del potere, sia temporale che spirituale. Diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri, hanno impreziosito gli abiti dei regnanti e si trovavano diffusamente incastonati in scettri, corone e spade a cui infondevano un profondo significato esoterico.

Il significato delle pietre preziose si tramanda nel tempo e nello spazio e travalica confini. Infatti, in molte culture, diverse e distanti tra loro, vi si ritrovano miti, leggende, e credenze popolari relative al carisma ed al potere delle diverse gemme.

2. La Giada

La giada è una pietra ornamentale e non propriamente un minerale, quanto piuttosto un insieme di particolari minerali silicati (giadeite e nefrite) distribuiti in una struttura fatta da granuli molto fini e fibre intrecciate. Il colore è raramente uniforme: su un fondo bianco o bianco-grigio si confondono lievi sfumature rosate, lavanda, violetto o più spesso verde smeraldo o verde chiaro per effetto della presenza di cromo. In commercio oggi si trovano altri minerali venduti sotto la denominazione di giada, come la serpentina, che non solo ha lo stesso aspetto, ma è anche estratta dagli stessi giacimenti della giadeite e della nefrite, anche se è più malleabile e meno resistente.

3. Significato della Giada

Il nome “giada” deriva dallo spagnolo pedra de ijada, ossia “pietra dei fianchi”, grazie al suo potere benefico sui lombi e sui reni.

Nell’antica Cina la giada era una pietra sacra usata per fabbricare le urne poichè era credenza diffusa  che avesse poteri anti corrosivi e di difesa dagli spiriti maligni. Nella letteratura cinese tradizionale, l’oro e la giada sono spesso menzionati insieme e sono considerati simboli di ricchezza.

Confucio (551-479 a.C.) affermava che la giada avesse undici virtù, tra cui la benevolenza (è dolce e lucida al tatto), la fedeltà (non irrita mai la pelle), l’educazione e la sincerità (un difetto nella giada non si nasconde mai). La cultura confuciana predicava inoltre che un uomo doveva definire i suoi modi e la sua condotta in accordo con le virtù della giada.

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