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Intervista realizzata da Liviano Bellini per conto di "Valenza nei Marchi" e montata da Barbara Rizzi per conto di Marchio Orafo "DiValenza" (www.divalenza.it)

Con il direttore Giovanni Micera, Liviano Bellini di "Valenza Nei Marchi", fa il punto della situazione internazionale del settore orafo e ci illustra le novità della fiera di Vicenza. Alla scoperta dei diamanti sintetici e dell'Associazione "Gioiello Moda Italia"  per vivere tutte le novità della rassegna fieristica di settore più importante d'Italia.

1. Direttore Micera, oggi si inaugura la fiera di Vicenza (Edizione Settembre 2019). Come si presenta, secondo lei, il settore orafo ?

La fiera di Vicenza rispecchia il trend storico che stiamo vivendo che è complesso sia per quanto concerne il settore sia per quanto concerne il sistema e la politica internazionale. Il primo dato su cui riflettere è che il prezzo dell'oro è + 25% rispetto alla precedente edizione fierisitca; l'oro che sta vivendo una fase altalenante tipica che si verifica quando ci sono conflittualità e politiche internazionali non stabili. Tutto ciò rende difficile per il settore fare programmazione e più in generale fare acquisti. La seconda variabile da tenere in considerazione concerne le ricadute negative della crisi di Hong Kong che rappresenta un hub molto importante per la gioielleria italiana. Mi auguro che la crisi sia solo una fase passeggera ma i suoi effetti si sentiranno certamente nella rilevazione dei dati relativi al prossimo trimestre della produzione italiana. Quali sono le aspettative future? Se la Cina insiterà con le politiche interne e in particolare mi  riferisco alle politiche sui dazi doganali probabilmente, questo è la mia personalissima opinione, anche la fiera di Hong Kong avrà delle ricadute negative. 

2. Un suo commento sulla attuale fiera di Vicenza 

Italian Exibition Group gioca un ruolo molto importante nel comparto orafo espositivo; la fiera di Vicenza è l'appuntamento noto non solo in Italia ma anche nel Mondo. Ci sono grandi aspettative per questa fiera che emergono dal numero degli espositori che ha avuto un leggero incremento sia in termini di numero sia in termini di presenze di aziende estere. Una nota importante è che un paio di big brand presenteranno le loro collezioni interamente composte da diamanti sintetici; quindi oggi ci sarà il battesimo di questo nuovo prodotto che ormai è entrato ufficialmente nel mondo della gioielleria. Vedremo come sarà la risposta degli operatori di settore.

3. Direttore, ci racconta qualcosa dell'associazione "Gioiello Moda Italia"? 

L'associazione è nata per dare un'identità associativa ad un comparto della bigiotteria italiana che vanta una tradizione centenaria. Negli ultimi anni ha vissuto una fase di rilancio a seguito della crisi economica del 2008 e dell'impennata del prezzo dell'oro che hanno avvicinato i consumatori al segmento della bigiotteria. Il percorso non è semplice perché molti errori sono stati commessi in passato. In primis la bigiotteria è sempre stata utilizzata anche nel mondo del gioiello nonostante si negasse il suo utilizzo; secondariamente ciò che deve essere rimproverato a molti produttori è di non aver investito nelle proprie aziende ma di essersi limitati ad importare bigiotteria realizzata nei mercati asiatici che garantivano un basso prezzo ma una scarsa qualità.  In questi anni OMI ha lavorato molto bene per diventare la fiera del bijou di qualità e l'edizione che si terrà la prossima settimana avrà una importante novità. Il salone sarà distaccato dal contesto OMI e quindi sarà una vera esposizione di settore. In particolare, per quanto concerne la prossima edizione 2020, essa si terrà a Settembre in concomitanza con la settimana della moda milanese e quindi saremo in grado di valutare se la strategia di accostare il bijou alla moda sarà vincente oppure no.

4. Direttore, è possibile che queste nuove tendenze avvicinino (anche in termini di conversione) la gioielleria al bijou di qualità?  

La risposta è sì. Io conosco personalmente aziende che arrivano da una lunga tradizione di gioielleria e che nel tempo hanno mantenuto la manualità tipica dell'oreficeria ma hanno cambiato i materiali per dare un prodotto di qualità ad un prezzo più accessibile al consumatore finale. Come dicevo prima, ciò che danneggiato il settore del bijou è stata l'importazione selvaggia di prodotti di scarsa qualità.

5. Partecipare ad una fiera è ancora importante per una rivista di settore?

Certo, le fiere hanno un ruolo fondamentale come momento di confronto tra gli operatori di settore. Mi riferisco non soltanto agli orafi ma anche ai giornalisti che anche semplicemente camminando per un corridoio, possono avere la percezione dell'andamento del mercato. La rivista di settore ha un ruolo fondamentale perchè è il luogo deputato per aggiornarsi e per leggere informazioni fondamentali sui trend di settore. La fiera è una vetrina fondamentale che serve anche per scoprire quegli espositori che non creano nulla di nuovo ma si limitano a riproporre gioielli disegnati da altri. Ciò inquina il mercato e tradisce gli sforzi di tutte quelle PMI che nel settore orafo innovano, studiano ed investono. 

Intervista realizzata da Liviano Bellini per conto di "Valenza nei Marchi" e montata da Barbara Rizzi per conto di Marchio Orafo "DiValenza" (www.divalenza.it)